«Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.» [Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del Futurismo, Le Figaro, 20 febbraio 1909]

Con queste parole tratte dal Manifesto del Futurismo, pubblicato a Parigi nel 1909, si può sintetizzare quanto rivoluzionario sia stato il movimento nato a Milano nello stesso anno per opera di Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo.

In un clima artistico stagnante e accademico come quello italiano, ai margini rispetto alla vivacità intellettuale di quello parigino, punta avanzata delle nuove ricerche che si vanno conducendo un po’ in tutta Europa, la nascita del Futurismo rappresenta un momento di rottura senza precedenti nei confronti del passato, che apre la strada a campi di indagine inesplorati e linguaggi artistici mai visti.

Il Futurismo è il primo movimento d’avanguardia del XX secolo, un movimento culturale a tutto tondo che abbraccia ogni forma dell’espressione umana, dalle arti visive alla letteratura, dalla musica all’architettura, passando. per la danza, la fotografia e il cinema. Nasce in Italia ma si sviluppa con movimenti affini ben presto al di fuori dei confini nazionali, in particolare in Francia, Russia e Stati Uniti.

Obiettivo del movimento è fare tabula rasa del passato, di tutti i suoi valori statici, vecchi e sorpassati, legati a una tradizione che non riflette più il dinamismo della realtà attuale, dominata dalle macchine e dal nuovo mito della velocità.

A cavallo tra il XIX e il XX secolo le grandi trasformazioni sociali legate all’industrializzazione, alle scoperte scientifiche, alle innovazioni in campo tecnologico e alle guerre combattute su teatri sempre più vasti e lontani, contribuiscono a cambiare per sempre la percezione delle distanze e del tempo. L’invenzione del telegrafo senza fili, della radio, degli aeroplani, delle automobili, delle cineprese, della luce artificiale e della catena di montaggio rivoluzionano il modo di vivere il presente, portando ad avvertire sempre di più una nuova sensazione di futuro e velocità sia nei tempi di produzione che di trasporto e comunicazione.

Con il Futurismo, e con le avanguardie in generale, la dichiarazione di guerra nei confronti del passato, ma ache delle logiche del presente, si fa totale. L’attenzione al reale diventa fondamentale. L’arte si carica di una valenza rivoluzionaria e ideologica tale da voler incidere non solo sul proprio linguaggio ma anche sulla società.

«Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.» [Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del Futurismo, Le Figaro, 20 febbraio 1909]

Fonti:
L. Parmesani, L’arte del XX secolo e oltre. Movimenti, teorie, scuole e tendenze. Skira Editore, Milano, 2012, pp. 22-23.
https://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo