«I futuristi hanno svolto questo compito nel campo della cultura borghese: hanno distrutto, distrutto, distrutto, senza preoccuparsi se le nuove creazioni, prodotte dalla loro attività, fossero nel complesso un’opera superiore a quella distrutta: hanno avuto fiducia in se stessi, nella foga delle energie giovani, hanno avuto la concezione netta e chiara che l’epoca nostra, l’epoca della grande industria, della grande città operaia, della vita intensa e tumultuosa, doveva avere nuove forme, di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio: hanno avuto questa concezione nettamente rivoluzionaria, assolutamente marxista, quando i socialisti non si occupavano neppure lontanamente di simile questione, quando i socialisti certamente non avevano una concezione altrettanto precisa nel campo della politica e dell’economia, quando i socialisti si sarebbero spaventati (e si vede dallo spavento attuale di molti di essi) al pensiero che bisognava spezzare la macchina del potere borghese nello Stato e nella fabbrica. I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari; in questo campo, come opera creativa, è probabile che la classe operaia non riuscirà per molto tempo a fare di più di quanto hanno fatto i futuristi: quando sostenevano i futuristi, i gruppi operai dimostravano di non spaventarsi della distruzione, sicuri di potere, essi operai, fare poesia, pittura, dramma, come i futuristi, questi operai sostenevano la storicità, la possibilità di una cultura proletaria, creata dagli operai stessi.» [Antonio Gramsci]

Le istanze rivoluzionarie e di rottura dello status quo insite nel movimento futurista ben si accompagnano, nella visione di Gramsci, a quelle della rivoluzione socialista. Il Futurismo conosce inoltre, nei suoi primi anni, una certa popolarità all’interno del movimento operaio anche per la diffusione di alcuni numeri della rivista Lacerba a prezzi popolari.

Il movimento futurista, nella sua prima fase e prima di divenire organico al fascismo, presenta molti elementi di contatto con il socialismo e l’anarchismo, tanto che per i primi quindici anni dalla sua nascita nel 1909, gran parte della componente di sinistra del movimento si identifica nel cosiddetto anarcofuturismo. L’esaltazione della violenza, la lotta al passatismo, il disgusto per tutto ciò che è borghese e istituzionalizzato sono elementi che, accanto all’eversione (linguistica nel caso del futurismo) accomunano sia il movimento anarchico che quello futurista, le cui radici vanno ricercate nel pensiero individualista di Nietzsche e Stirner.

Boccioni, Lucini e Carrà sono gli artisti che, almeno in una prima fase di adesione al movimento, mostrano sensibilità al pensiero anarchico.

Fonti:
A. Gramsci, Socialismo e fascismo. L’Ordine Nuovo. 1921-1922. Einaudi, Torino, 1966.
https://it.wikipedia.org/wiki/Futuristi_di_sinistra

Il Futurismo raggiunge importanti risultati anche in campi diversi dalle arti figurative, sperimentando tecniche e linguaggi innovativi in cui fondamentale è l’elemento dinamico, carattere distintivo della realtà contemporanea dominata dalle macchine e dal mito della velocità.

In architettura Sant’Elia propone un rinnovamento totale dell’idea di città, dove il tema delle grandi infrastrutture e dei trasporti diventa centrale. La città futura è vista come un grande organismo dinamico, in continuo movimento, un cantiere permanente dove ogni elemento — dagli edifici residenziali alle fabbriche, passando per strade sopraelevate, passerelle, tapis roulant, ponti, stazioni ferroviarie e centrali elettriche — è collegato all’altro sia spazialmente che funzionalmente a formare un tessuto urbano ininterrotto. E’ un’architettura spinta verso l’alto, che in maniera visionaria anticipa i moderni sviluppi delle metropoli contemporanee.

In campo musicale Luigi Russolo, pittore, scrittore e musicista, teorizza come ai suoni si debbano sostituire i rumori. Allo scopo inventa uno strumento, l’Intonarumori, in grado di generare suoni acustici controllandone dinamica e volume. La teoria del rumorismo trova definizione nel saggio L’Arte dei rumori (1916), uno dei testi più importanti dell’estetica musicale del Novecento.

In letteratura Filippo Tommaso Marinetti pubblica nel 1912 il Manifesto tecnico della letteratura futurista, nel quale teorizza il Paroliberismo, uno stile in cui le parole del testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale, non sono organizzate in periodi e viene abolita la punteggiatura, così come gli accenti e gli apostrofi. Il testo stesso assume una struttura grafica dove segno e forma coincidono col significato. Il poemetto Zang Tumb Tumb (1914) di Marinetti ne è l’esempio più famoso: attraverso l’uso di caratteri tipografici di varie dimensioni, del grassetto e del corsivo, si crea un effetto visivo che porta il lettore al centro della battaglia di Adrianopoli (1912), insieme all’uso di termini onomatopeici per riprodurre i suoni della guerra.

«Ora supponete che un amico vostro dotato di questa facoltà lirica si trovi in una zona di vita intensa (rivoluzione, guerra, naufragio, terremoto ecc.) e venga, immediatamente dopo, a narrarvi le impressioni avute. Sapete che cosa farà istintivamente questo vostro amico lirico e commosso?… Egli comincerà col distruggere brutalmente la sintassi nel parlare. Non perderà tempo a costruire i periodi. S’infischierà della punteggiatura e dell’aggettivazione. Disprezzerà cesellature e sfumature di linguaggio, e in fretta vi getterà affannosamente nei nervi le sue sensazioni visive, auditive, olfattive, secondo la loro corrente incalzante. L’irruenza del vapore-emozione farà saltare il tubo del periodo, le valvole della punteggiatura e i bulloni regolari dell’aggettivazione. Manate di parole essenziali senza alcun ordine convenzionale. Unica preoccupazione del narratore rendere tutte le vibrazioni del suo io». [Filippo Tommaso Marinetti, Parole in libertà, in Distruzione della sintassi/Immaginazione senza fili/Parole in libertà, 1913]

Fonti:
L. Parmesani, L’arte del XX secolo e oltre. Movimenti, teorie, scuole e tendenze. Skira Editore, Milano, 2012, pp. 25.
https://it.wikipedia.org/wiki/Futurismo
https://it.wikipedia.org/wiki/Parole_in_libert%C3%A0_(futurismo)
https://it.wikipedia.org/wiki/Zang_Tumb_Tumb