«L’arte non è uno specchio cui riflettere il mondo, ma un martello con cui scolpirlo.» [Vladimir Majakovskij] 

Tra la fine dell’epoca zarista e l’inizio dell’era sovietica la società russa, attenta alle novità emergenti dei linguaggi artistici europei grazie ai contatti con l’ambiente parigino di intellettuali e artisti del calibro di Majakovskij, Malevič, Kandinskij, Taitlin e Chagall, è attraversata da una profonda spinta modernista che mette in crisi l’ormai antiquato regime imperiale.

È questo un periodo di grande fermento artistico e culturale che porta il paese a collocarsi a pieno titolo all’interno della ricerca artistica internazionale, con la nascita di tre importanti avanguardie storiche: il Raggismo di Mikhail Larionov e Natalja Gončarova, il Suprematismo di Kazimir Malevič e il Costruttivismo di Vladimir Tatlin e Aleksandr Rodčenko.

Il primo, sotto l’influenza del Futurismo italiano, ricostruisce la superficie pittorica come fasci di luce in movimento che interagiscono e si scompongono nel rispetto delle leggi fisiche dell’interferenza e del prisma ottico. Il secondo azzera completamente la rappresentazione in favore della pittura pura, dove emerge solo la sensibilità dell’artista. Il terzo, muovendo da riflessioni sul ruolo dell’arte nell’ambito del progetto rivoluzionario, ridefinisce l’arte stessa come funzionale e strumentale alla riuscita della Rivoluzione, da cui la necessità di essere utile alla società.

Dopo una stagione d’oro collocata tra la Rivoluzione del 1917 e l’inizio degli anni ‘30, le avanguardie russe vanno quindi progressivamente esaurendo la loro spinta propulsiva a favore di un ritorno all’ordine, sperimentato in quegli anni in forme analoghe anche in altri paesi come l’Italia, rappresentato artisticamente dal figurativismo tipico del realismo socialista del periodo staliniano.

Fonti:

  1. L. Parmesani, L’arte del XX secolo e oltre. Movimenti, teorie, scuole e tendenze. Skira Editore, Milano, 2012, pp. 30-32.
  2. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Avanguardie_artistiche_in_Unione_Sovietica

Selezione di articoli dalla rivista Art e Dossier n° 386, aprile 2021.

F. D. Giannini, La bella dagli occhi color smeraldo. Il Ritratto di signora di Gustav Klimt. In Art e Dossier, numero 386, aprile 2021. Giunti Editore, p. 7.

G. Ferri, Lisetta Carmi. In Art e Dossier, numero 386, aprile 2021. Giunti Editore, pp. 12-13.

F. Orsi, Tra passato, presente e futuro. Koudelka a Roma. In Art e Dossier, numero 386, aprile 2021. Giunti Editore, pp. 20-25.

A. Accatino, Il Matisse venuto dalla Cina. Sanyu. In Art e Dossier, numero 386, aprile 2021. Giunti Editore, pp. 38-41.

P. Bolpagni, A suon di forme e di colori. Arti visive e musica a Rovigo. In Art e Dossier, numero 386, aprile 2021. Giunti Editore, pp. 42-49.

D. Liberanome, Pop Art a buon mercato. Peter Blake. In Art e Dossier, numero 386, aprile 2021. Giunti Editore, pp. 82-83.