A partire dal 1880 l’Impressionismo, ormai pienamente riconosciuto e apprezzato in Francia come all’estero, entra in crisi per opera degli artisti più giovani accolti nel movimento. L’esigenza è quella di superare quella che stava diventando una stanca ripetizione di canoni e tecniche ormai ben codificate, ma che non avevano più la forza innovatrice e dirompente dell’epoca dei padri fondatori.

E’ così che la seconda generazione di artisti figlia del movimento intraprende percorsi di ricerca autonomi, che porteranno Georges Seurat e Paul Signac da un lato, Gustave Moreau, Pierre Puvis de Chavannes e Odilon Redon dall’altro, a fondare due movimenti distinti e da un certo punto di vista in antitesi, entrambi i quali gettano le basi nell’Impressionismo ma ne segnano il superamento.

Il primo movimento è il Neoimpressionismo o Pointillisme. L’idea alla base è quella di dare un fondamento scientifico alla pittura, adottando una tecnica rigorosa basata su solide fondamenta teoriche: la fisica dei colori. L’artista pone sulla tela tocchi di colore puro, un colore primario, le cui dimensioni variano proporzionalmente alla dimensione della tela stessa. L’insieme di questi punti si fonde poi nell’occhio dello spettatore a ricomporre i colori secondari e terziari via via voluti, secondo le leggi fisiche dell’ottica. L’impostazione dell’opera che ne deriva è nettamente più rigida e scientifica rispetto a quella impressionista, più sfumata e indistinta.

Il secondo movimento è quello simbolista, che rivendica il primato della realtà interiore su quella esterna, materiale e tangibile. E’ il superamento della visione naturalistica impressionista a favore di una nuova spiritualità. La pittura deve evocare stati d’animo interiori, mutevoli ed eterei, solo attraverso il potere suggestivo del colore e della linea. Analogamente a quanto in letteratura svolge la poesia, a testimonianza dell’ampia portata del movimento, non confinato alle sole arti visive.

Fonte:
L. Parmesani, L’arte del XX secolo e oltre. Movimenti, teorie, scuole e tendenze. Skira Editore, Milano, 2012, pp. 14-15.