Nell’ultimo ventennio dell’Ottocento, parallelamente ai neoimpressionisti e ai simbolisti, anche un gruppo di artisti non organizzati in movimenti porta avanti singolarmente le proprie ricerche, l’importanza delle quali è tale da essere riconosciuti come base di partenza dei movimenti d’avanguardia del XX secolo. 

Le tensioni cromatiche e la forza espressiva dell’opera di Vincent van Gogh saranno punto di riferimento per il movimento Fauve. Il dramma del soggetto e della società insito nel colore e nel segno della pittura di Edvard Munch saranno fonte d’ispirazione per l’Espressionismo tedesco del gruppo Die Brücke. Allo stesso modo Paul Cézanne, con il progressivo tendere verso la geometrizzazione dei soggetti, pone le fondamenta del Cubismo. E così il Primitivismo di Paul Gauguin e le atmosfere fiabesche oniriche di Henri Rousseau precorreranno altrettante mode e tendenze artistiche della prima metà del Novecento.

Le avanguardie storiche di inizio novecento quindi, con la radicale rottura verso il passato nel tentativo di creare linguaggi e stili nuovi che diano all’arte una nuova ragion d’essere in un mondo in continuo mutamento, affondano le loro radici nel rinnovamento che l’arte moderna conosce a partire dalla seconda metà del secolo precedente. L’obiettivo non è solo quello di rivoluzionare l’arte, ma anche la cultura e la società, traendo per certi versi ispirazione anche dal passato.

Fonte:
L. Parmesani, L’arte del XX secolo e oltre. Movimenti, teorie, scuole e tendenze. Skira Editore, Milano, 2012, p. 15.